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L'incontro con la bellezza

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Era una mattina di sole dopo tanta pioggia e forte vento. Le onde di una burrasca invernale avevano portato a riva centinaia di piccoli pesci depositandoli sullo scivolo in cemento di un cantiere navale. Mi è subito sembrato che le dinamica dei fluidi o il semplice caso li avesse disposti secondo un ordine degno di particolare attenzione. Che addirittura fosse necessario osservarli, decifrarli, fotografarli. Anche se disponevo solo del mio Iphone.
Alcuni erano apperentemente scomposti, altri radunati in gruppi, altri ancora sistemati in pose cariche di significati simbolici e parevano esprimere messaggi nel linguaggio dei segni. La loro disposizione (su cui io non ho messo mano) sembrava determinata da un qualche intervento sopraggiunto a mettere ordine nel caos della tempesta (oppure i pesci testimoniavano che non c'è disordine nel caos).
Quella mattina ho tralasciato di fotografare un gabbiano che, impossibilitato a volare per una sua qualche infermità, aveva scelto quel luogo come sua residenza e rifugio in attesa che la fame e l'inedia avessero il sopravvento. E così entrambi abbiamo condiviso quell'inaspettato incontro, io con la bellezza e lui con il cibo.
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