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Sette dei dieci video prodotti nell'ambito del Progetto EU Artvision plus sono online

Artvision Plus Channel

Sette dei dieci video prodotti dalla Fondazione Pino Pascali sono online sull' Artvision plus Channel su YouTube.
Raccontare luoghi e territori attraverso "il prisma della cultura", questo il tema del Progetto Artvision Plus.

Canne_della_Battaglia.jpgFasano.jpgPolignano.jpgMonte_Sant_Angelo.jpgMassafra.jpgSegezia.jpgfse.jpg

Video sui Mandolinisti di San Vito dei Normanni proiettato durante il meeting di Artvision plus

video_al_meeting.jpgMeeting Artvision Plus al Museo Pino Pascali a Polignano a Mare

Si intitola "Dopobarba" il video realizzato da Paola Verardi nell'ambito del progetto Artvision plus e proiettato durante il Meeting dei partner italiani e croati.
Il cortometraggio racconta la fortunata ripresa di una antica tradizione di San Vito dei Normanni, quella del mandolino, strumento che, fino a gli anni '40-'50 veniva suonato nelle sale da barba.

In visita a "Viandanti a Sud"

in_visita_a__viaggiatori_al_Sud_.jpg"Viandanti a Sud" al Museo Pino Pascali di Polignano a Mare

le sei immagini sullo sfondo sono alcune delle foto del lavoro "Il verbo Fotografare"

Corriere del Mezzogiorno del 06/07/2019

Polignano,
Viandanti a Sud Le foto raccontano la Puglia

Fino al 15 settembre «Viandanti a Sud», una mostra di undici artisti pugliesi alla Fondazione Pino Pascali
Corriere del Mezzogiorno (Puglia)6 Jul 2019
Di Marilena Di Tursi



Nella foto di Alessandro Cirillo una chiesa rupestre di Mottola

Le immagini fanno parte della collettiva esposta nella Fondazione Pino Pascali a Polignano
La fotografia pugliese vanta una militanza costante sul territorio, sia per mano degli autori sia per il numero di mostre ed eventi che ne hanno segnato il lungo cursus honorum. Ulteriore conferma viene da « Viandanti a Sud » , esposizione a cura di Rosalba Branà in collaborazione con Antonio Frugis e Nicola Zito, in corso alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.
Undici i fotografi coinvolti, Francesco Bosso, Berardo Celati, Michele Cera, Nicolai Ciannamea, Alessandro Cirillo, Marino Colucci, Carlo Garzia, Cosmo Laera, Gianni Leone, Alberta Zallone, Gianni Zanni, in una comune ricerca visiva tra storia e paesaggio. Alla base del progetto ci sono le antiche vie di pellegrinaggio, contrappuntate da luoghi di culto, santuari, aree di sosta per viandanti, grotte e rifugi rupestri che hanno unito come nervature sacre la Puglia da Nord a Sud, dalla Capitanata al Salento, connettendola con l’Europa e l’Oriente. Luoghi che hanno dato riparo ai monaci sfuggiti dalla follia iconoclasta, prima, e alle persecuzioni musulmane, dopo, tracce che il territorio conserva ancora e che lo sguardo dei fotografi ha riportato a nuove letture.

Sebbene con cifre stilistiche differenti, molti degli autori concordano nel restituire a queste presenze silenziose un’aura sacrale, sorprendendole in un’innaturale condizione de-antropizzata, come se l’assenza di esseri umani li portasse alle antiche vocazioni devozionali. «Immagini - chiarisce Rosalba Branà, presidente e direttore della Fondazione Pascali - che faranno rivivere un tempo sospeso tra passato e presente, tra vuoti e silenzi». Per esempio, nei paesaggi desertici con umori e colori nordici di Alberta Zallone, nelle distese algide e metafisiche di Gianni Leone, nell’imponente maestà di un fortilizio, scolpito da una luce metallica, di Cosmo Laera, o nel tronco contorto di un ulivo di Francesco Bosso, sintetica icona di una pugliesità di ieri e di oggi. Si invertono i punti di vista, dall’interno all’esterno, con Nicolai Ciannamea che, dalla parte di un ipogeo, scruta la natura, costringendola in una cornice di pietra; con Berardo Celati, testimone di un ciclo di affreschi la cui visibilità è inficiata da un volitivo fascio di luce, potente e simbolico; con Alessandro Cirillo che dalle grotte riporta solo un utensile, una scala riconducibile alla materialità del lavoro agricolo; e con Carlo Garzia che blocca gli ambienti voltati di una chiesa rupestre in una complessa e distorcente prospettiva. Michele Cera preferisce una visione più urbana in cui il passato è soffocato dagli insediamenti recenti, mentre Marino Colucci ragiona sul rapporto tra reperti architettonici e mutazioni storiche, dovei primi sono assediati fatalmente dalla naturale trasformazione dei territori. Chiude laicamente, Gianni Zanni con la bottega di un vasaio a Grottaglie, accolta in ciò che resta di una chiesa rupestre, celebrativa di pratiche artigianali altrettanto ataviche come gli antichi culti.

Della mostra fa parte anche un video dell’artista performer Francesco Schiavulli, che intreccia corpo, memorie e paesaggio in un unico, suggestivo compendio visivo.

Viandanti a Sud è visibile fino al prossimo 15 settembre, quando passerà il testimone a Zhang Huan, l’artista cinese vincitore del Premio Pascali edizione 2019.

"Viandanti a Sud"

invito_digitale_.jpg"Viandanti al Sud"logo_museo.jpgFondazione Museo Pino Pascali

Il 5 luglio 2019 nella sede della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare si è naugurata la mostra "Viandanti a Sud" a cura di Rosalba Branà in collaborazione con Antonio Frugis e Nicola Zito.

In mostra le opere di 11 fotografi, importanti protagonisti della scena artistica pugliese, nazionale ed internazionale, Francesco Bosso, Berardo Celati, Michele Cera, Nicolai Ciannamea, Alessandro Cirillo, Marino Colucci, Carlo Garzia, Cosmo Laera, Gianni Leone, Alberta Zallone, Gianni Zanni e di un artista performativo, Francesco Schiavulli, autori di un viaggio visivo nel tempo attraverso la memoria e il nostro territorio.

“Dopo la fortunata stagione degli anni ‘70/80 la fotografia torna grande protagonista in Puglia con una mostra ed un ampio progetto che coniuga paesaggio e territorio, l’uomo e il suo habitat. Sarà il paesaggio l’oggetto principale dell’indagine dei fotografi partecipanti alla mostra. Seguendo gli antichi percorsi dei monaci orientali sbarcati sulle nostre coste nei primi secoli del Cristianesimo per sfuggire alle lotte iconoclaste e alle successive persecuzioni musulmane, gli autori sono stati invitati a posare uno sguardo contemporaneo sul nostro passato”, spiega la curatrice e direttrice della Fondazione Pino Pascali Rosalba Branà.

Percorsi visivi che si snodano dalla costa adriatica verso Matera, il Salento o verso il Gargano lungo la via “dell’Angelo” dei santuari rupestri.

“Sotto i nostri occhi scorreranno stratificazioni di storie e memorie atte a costruire la nostra identità territoriale. Immagini che faranno rivivere un tempo sospeso tra passato e presente, tra vuoti e silenzi. La fotografia diviene lo strumento per scandagliare la memoria e riscattarla dall’oblio. L’intento dei nostri autori non è determinare se la fotografia sia documentativa o interpretativa, poiché appare scontato che il paesaggio una volta descritto e raccontato sarà necessariamente re-interpretato. Una visione del paesaggio rigenerata dall’occhio di chi guarda, un paesaggio vissuto come spazio scenico in cui l’uomo è chiamato ad essere attore e spettatore, un paesaggio vissuto come percezione simbolico-soggettiva, come luogo del mistero e della memoria collettiva”.


"Viandanti a Sud"

dal 5 luglio al 15 settembre- Fondazione Pino Pascali-
Via Parco del Lauro, 119, Polignano a Mare

"Celui qui inventa le verbe "photographier""

copertina_antigone.jpgtesto_rivista_antigone.jpg_DSC4339.jpg



Ecco il saggio del filosofo Georges Didi-Huberman sull'uomo che inventò il verbo "fotografare" a cui mi sono ispirato per l'omonimo lavoro fotografico; alcune delle immagini sono ora esposte nella mostra "Viandanti al Sud", aperta fino al 15 settembre, al Museo Pino Pascali di Polignano a Mare.
Filoteo il Sinaita, vissuto da eremita forse tra il IX e il XII secolo in una grotta sul Monte Sinai, voleva sostituire al battesimo dell’acqua il battesimo nella luce. Cercava di annegare i suoi occhi nel “fiotto ardente del sole” scrive Didi-Huberman. Voleva diventare immagine Filoteo, l’unica via per vedere ed essere visto da Dio.

Reportage a Massafra e Canne della Battaglia

reportage_a_Massafra.jpgcanne_della_battaglia.JPG

E’ il tenero calcare scavato dal tempo, dall’acqua e dall’uomo, lungo le pendici delle propaggini murgiane che si affacciano sulla piana di Taranto, a segnare il carattere di Massafra costruita tra due gravine. Angelo Delisanti, docente di lettere che ci ha fatto da guida, suggerisce scorci, apre le porte di alcune case per mostrare come le grotte, abitate sin dai tempi classici, siano state poi nei secoli lentamente inglobate nelle case e si siano trasformate in stanze da letto, cucine, depositi.
A Canne della Battaglia con l'attrice Nuzia Antonino circondati da una miriade di papaveri sbocciati durante la notte.
Sono due dei dieci reportage che la Fondazione Museo Pino Pascali ha realizzato in Puglia all'interno del Progetto Europeo Artvision plus.

Metamorfosi

tramonto_inquietante.jpgtramonto_inquietante_3.jpgluna_e_tramonto.jpgdopo_la_pioggia.jpg

Sta cambiando qualcosa.

Workshop al Museo Pino Pascali

scoglio_dell_eremitaInterregItaliaCroazia_cmyk.jpgprimo_workshop.jpgsecondo_workshop.jpgprimo_workshop_saluti_finali.jpg

Pausa durante i lavori del secondo Workshop tenuto a Maggio del 2019 presso il Museo Pino Pascali.
L’isolotto all’orizzonte è chiamato “lo scoglio dell’Eremita”.
I due workshop, a cui hanno partecipato dieci giovani neolaureati, otto italiani e due croati, hanno avuto come obiettivo di fornire elementi base, tecnici e narrativi, per realizzare brevi reportage su temi culturali e turistici.
I workshop sono parte integrante del progetto Europeo artvision plus.

Lastra fotografica

orizzonte2.jpgorizzonte1.jpgorizzonte3.jpg

"...Sono una lastra fotografica impressionabile all'infinito. Ogni dettaglio si stampa mostruosamente entro di me in un tutto. Mi occupo unicamente di me stesso. Il mondo esteriore è per me sempre una mera sensazione. Non mi dimentico mai del mio sentire".

da "Il libro dell'inquietudine" di Fernando Pessoa

"la teoria dell'orizzonte"

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