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Corriere del Mezzogiorno del 06/07/2019

Polignano,
Viandanti al Sud Le foto raccontano la Puglia

Fino al 15 settembre «Viandanti al Sud», una mostra di undici artisti pugliesi alla Fondazione Pino Pascali
Corriere del Mezzogiorno (Puglia)6 Jul 2019
Di Marilena Di Tursi



Nella foto di Alessandro Cirillo una chiesa rupestre di Mottola

Le immagini fanno parte della collettiva esposta nella Fondazione Pino Pascali a Polignano
La fotografia pugliese vanta una militanza costante sul territorio, sia per mano degli autori sia per il numero di mostre ed eventi che ne hanno segnato il lungo cursus honorum. Ulteriore conferma viene da « Viandanti a Sud » , esposizione a cura di Rosalba Branà in collaborazione con Antonio Frugis e Nicola Zito, in corso alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare.
Undici i fotografi coinvolti, Francesco Bosso, Berardo Celati, Michele Cera, Nicolai Ciannamea, Alessandro Cirillo, Marino Colucci, Carlo Garzia, Cosmo Laera, Gianni Leone, Alberta Zallone, Gianni Zanni, in una comune ricerca visiva tra storia e paesaggio. Alla base del progetto ci sono le antiche vie di pellegrinaggio, contrappuntate da luoghi di culto, santuari, aree di sosta per viandanti, grotte e rifugi rupestri che hanno unito come nervature sacre la Puglia da Nord a Sud, dalla Capitanata al Salento, connettendola con l’Europa e l’Oriente. Luoghi che hanno dato riparo ai monaci sfuggiti dalla follia iconoclasta, prima, e alle persecuzioni musulmane, dopo, tracce che il territorio conserva ancora e che lo sguardo dei fotografi ha riportato a nuove letture.

Sebbene con cifre stilistiche differenti, molti degli autori concordano nel restituire a queste presenze silenziose un’aura sacrale, sorprendendole in un’innaturale condizione de-antropizzata, come se l’assenza di esseri umani li portasse alle antiche vocazioni devozionali. «Immagini - chiarisce Rosalba Branà, presidente e direttore della Fondazione Pascali - che faranno rivivere un tempo sospeso tra passato e presente, tra vuoti e silenzi». Per esempio, nei paesaggi desertici con umori e colori nordici di Alberta Zallone, nelle distese algide e metafisiche di Gianni Leone, nell’imponente maestà di un fortilizio, scolpito da una luce metallica, di Cosmo Laera, o nel tronco contorto di un ulivo di Francesco Bosso, sintetica icona di una pugliesità di ieri e di oggi. Si invertono i punti di vista, dall’interno all’esterno, con Nicolai Ciannamea che, dalla parte di un ipogeo, scruta la natura, costringendola in una cornice di pietra; con Berardo Celati, testimone di un ciclo di affreschi la cui visibilità è inficiata da un volitivo fascio di luce, potente e simbolico; con Alessandro Cirillo che dalle grotte riporta solo un utensile, una scala riconducibile alla materialità del lavoro agricolo; e con Carlo Garzia che blocca gli ambienti voltati di una chiesa rupestre in una complessa e distorcente prospettiva. Michele Cera preferisce una visione più urbana in cui il passato è soffocato dagli insediamenti recenti, mentre Marino Colucci ragiona sul rapporto tra reperti architettonici e mutazioni storiche, dovei primi sono assediati fatalmente dalla naturale trasformazione dei territori. Chiude laicamente, Gianni Zanni con la bottega di un vasaio a Grottaglie, accolta in ciò che resta di una chiesa rupestre, celebrativa di pratiche artigianali altrettanto ataviche come gli antichi culti.

Della mostra fa parte anche un video dell’artista performer Francesco Schiavulli, che intreccia corpo, memorie e paesaggio in un unico, suggestivo compendio visivo.

Viandanti a Sud è visibile fino al prossimo 15 settembre, quando passerà il testimone a Zhang Huan, l’artista cinese vincitore del Premio Pascali edizione 2019.

"Viandanti al Sud"

invito_digitale_.jpg"Viandanti al Sud"logo_museo.jpgFondazione Museo Pino Pascali

Il 5 luglio 2019 nella sede della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare si è naugurata la mostra "Viandanti a Sud" a cura di Rosalba Branà in collaborazione con Antonio Frugis e Nicola Zito.

In mostra le opere di 11 fotografi, importanti protagonisti della scena artistica pugliese, nazionale ed internazionale, Francesco Bosso, Berardo Celati, Michele Cera, Nicolai Ciannamea, Alessandro Cirillo, Marino Colucci, Carlo Garzia, Cosmo Laera, Gianni Leone, Alberta Zallone, Gianni Zanni e di un artista performativo, Francesco Schiavulli, autori di un viaggio visivo nel tempo attraverso la memoria e il nostro territorio.

“Dopo la fortunata stagione degli anni ‘70/80 la fotografia torna grande protagonista in Puglia con una mostra ed un ampio progetto che coniuga paesaggio e territorio, l’uomo e il suo habitat. Sarà il paesaggio l’oggetto principale dell’indagine dei fotografi partecipanti alla mostra. Seguendo gli antichi percorsi dei monaci orientali sbarcati sulle nostre coste nei primi secoli del Cristianesimo per sfuggire alle lotte iconoclaste e alle successive persecuzioni musulmane, gli autori sono stati invitati a posare uno sguardo contemporaneo sul nostro passato”, spiega la curatrice e direttrice della Fondazione Pino Pascali Rosalba Branà.

Percorsi visivi che si snodano dalla costa adriatica verso Matera, il Salento o verso il Gargano lungo la via “dell’Angelo” dei santuari rupestri.

“Sotto i nostri occhi scorreranno stratificazioni di storie e memorie atte a costruire la nostra identità territoriale. Immagini che faranno rivivere un tempo sospeso tra passato e presente, tra vuoti e silenzi. La fotografia diviene lo strumento per scandagliare la memoria e riscattarla dall’oblio. L’intento dei nostri autori non è determinare se la fotografia sia documentativa o interpretativa, poiché appare scontato che il paesaggio una volta descritto e raccontato sarà necessariamente re-interpretato. Una visione del paesaggio rigenerata dall’occhio di chi guarda, un paesaggio vissuto come spazio scenico in cui l’uomo è chiamato ad essere attore e spettatore, un paesaggio vissuto come percezione simbolico-soggettiva, come luogo del mistero e della memoria collettiva”.


"Viandanti a Sud"

dal 5 luglio al 15 settembre- Fondazione Pino Pascali-
Via Parco del Lauro, 119, Polignano a Mare

Reportage a Massafra

reportage_a_Massafra.jpg

E’ il tenero calcare scavato dal tempo, dall’acqua e dall’uomo, lungo le pendici delle propaggini murgiane che si affacciano sulla piana di Taranto, a segnare il carattere di Massafra costruita tra due gravine. Angelo Delisanti, docente di lettere che ci ha fatto da guida, suggerisce scorci, apre le porte di alcune case per mostrare come le grotte, abitate sin dai tempi classici, siano state poi nei secoli lentamente inglobate nelle case e si siano trasformate in stanze da letto, cucine, depositi.
E' uno dei dieci reportage che la Fondazione Museo Pino Pascali sta realizzando in Puglia all'interno del Progetto Europeo Artvision plus.

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